Tratto da http://www.youdem.tv/

ll miracolo a L’Aquila non c’è mai stato, di questo sono convinti non solo gli aquilani ma anche i curiosi e i turisti che popolano ciò che è rimasto di una città deserta. I lavori di ricostruzione proseguono al rallentatore nel capoluogo abruzzese. E ciò che resta del centro storico è un’unica via aperta e tante macerie

Abbiamo il piacere di dedicare uno spazio al bravissimo Alessandro Fusco dell’agenzia  GAM – GLOBAL AGENCY IMAGE che ha realizzato le foto di scena del cortometraggio Miracolo Aquilano.

Con la sua agenzia con sede all’Aquila Alessandro racconta non solo il territorio aquilano, ma anche la moda, l’architettura, la scena musicale e il mondo della montagna.

Potete ammirare tutte le foto e visitare il sito ufficiale di Alessandro e del resto dell’agenzia GAM al seguente link: http://www.gam246.com/index.php

Commenta un’aquilana su Facebook: ”Ora chiedono 600 euro per un mini-appartamento ad Assergi. I miei ex vicini di pianerottolo, in un palazzo vincolato, in una delle strade più belle del centro storico, per 70mq più terrazza , pagavano 500 euro al mese. E ci sembrava pure tantissimo.”

E’ tanto o è poco il prezzo a cui si fa riferimento?

E’ un prezzo di mercato, risponderebbe algido un agente immobiliare: cala l’offerta, aumenta la domanda, e il valore di un bene ergo va su. E’ accaduto anche alle case risparmiate dal sisma del 6 aprile Punto.

Ineccepibile dal loro punto di vista mercantile. Ed è vero il fatto che con 600 euro a Milano non ci si affitta una camera in un appartamento di studenti in zona centrale.

E’ altrettanto vero però che un punto di forza e la vivibilità dell’Aquila prima del sisma era il costo relativamente contenuto degli affitti, che ha rappresentato un volano per la crescita dell’università, attraendo molti studenti che un affitto a Roma, Perugia o Bologna, non potevano permetterselo.

Il caro affitti post-sismico rappresenta dunque un duro colpo alla possibilità stessa di ricostruzione della città e della sua trama socio-economica.

Molti studenti di fatto sono solo iscritti a L’Aquila, e solo perché non pagano le tasse. Ma vivono altrove e viaggiano, perchè in città le case affittate sono poche e troppo costose.

Certo, il rettore si entusiasma per il fatto che le iscrizioni nonostante tutto tengono, ma sa benissimo che il tracollo sarà imminente, se nulla cambia.

Di fatto chi davvero fa esami e frequenta le lezioni è un numero di studenti molto inferiore agli iscritti. Cioè molti universitari aquilani esistono solo sulla carta. Basterebbe poco a dimostrarlo in maniera scientifica e tetragona, ma nessuno, chissà perché, lo fa.

E poi va anche detto che molti professionisti e imprenditori aquilani si sono trasferiti altrove, perché a L’Aquila i locali commerciali sono affittati a prezzi talora vergognosamente alti. Aquilani lo sono solo formalmente, perché quasi nessuno ancora cambia residenza, ma di fatto non vivono più in città.

Per ricostruire una città non bastano i fondi del governo, non basta il piano di ricostruzione, non basta rifarsi solo casa propria, magari ridipinta con uno sgargiante verde pisello, in segno di ottimismo. Non basta partecipare ad una fiaccolata, o appiccicare sull’automobile l’adesivo di ”L’Aquila tornerà a volare” o ”Terremotosto”.

No: a volare alto non dev’essere astrattamente L’Aquila, ma gli aquilani. Anche quelli che hanno a disposizione un appartamento libero o un locale commerciale. E significa segnatamente per loro affittarli fregandosene nobilmente dei valori di mercato, ad un costo che sia almeno pari a quello di prima il terremoto.

Il caro affitti oggi a L’Aquila significa contribuire come Bruto a pugnalare alle spalle la propria città, significa credersi più furbo degli altri, mentre in realtà sta segando il ramo su cui si è appollaiati.

FT

Tratto da un articolo di Abruzzo24oreTV:

 

Pubblichiamo la seconda parte del backstage di Luca Cusella dal set di Miracolo Aquilano.  Si tratta dei sopralluoghi -- effettuati durante l’estate 2010 -- per individuare le location per le riprese del cortometraggio Miracolo Aquilano.

Le immagini mostrano come Paganica, frazione dell’Aquila, splendido paese di 5.000 abitanti oggi completamente evacuato, sia in totale stato di abbandono. Attualmente la popolazione vive nelle periferie del paese, nei palazzi del progetto C.A.S.E. o sparsa sul territorio abruzzese. Ancora oggi le macerie in mezzo alle strade non sono state rimosse, il paese è popolato da cani e gatti randagi e la natura si sta impossessando di strade, corti e palazzi. Dato che quasi tutti i palazzi sono pericolanti o gravemente lesionati, è proibito entrare a Paganica senza permessi, anche per i proprietari delle case.

 

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Oggi il terremoto dell’Aquila compie due anni. Come sta la cittadinanza? Cosa è stato fatto per riportare alla vita i centri abitati dell’Aquila e dei suoi paesi limitrofi? Oggi ho acquistato la versione cartacea di Repubblica e de Il Giornale. Sul primo non c’era una sola parola sull’Aquila. Sul secondo solo un articoletto in cui si fa lo scarica-barile al PD per l’immobilità della ricostruzione. Ancora una volta le vicende personali del premier fanno ombra su drammi collettivi che sprofondano nell’invisibilità appena l’agenda setting mediatica lo impone. Per fortuna, invece, sulle edizioni online delle principali testate è stato concesso spazio adeguato per ricordare rispettosamente l’anniversario.

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Per onorare questa tetra ricorrenza, vi consegniamo un ritratto de L’Aquila odierna da parte di una voce autorevole, Anna Pacifica Colasacco, alias Miss K, blogger da sempre molto attiva e cittadina aquilana duramente colpita dal sisma:

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Segnaliamo, in occasione del secondo anniversario dal terremoto dell’Aquila, l’uscita nelle sale del documentario Ju Tarramutu, qui il trailer e la locandina:

le parole del giornalista Adamo Dagradi:

Il 6 aprile, mercoledì, a due anni esatti di distanza dal terremoto dell’Aquila, arriverà in venti sale italiane Ju tarramutu, documentario di Paolo Pisanelli dedicato al sisma e agli effetti che ha avuto sulla popolazione e il territorio. Non un affronto diretto al mondo della politica, come Draquila di Sabina Guzzanti, ma una prospettiva «dal basso», dagli occhi della gente che tutt’oggi soffre dei ritardi istituzionali o spera ancora in un intervento miracoloso del governo. Pisanelli, autore noto e impegnato (suoi i pluripremiati Don Vitaliano, Enrico Berlinguer – Conversazioni in Campania, Il sibilo lungo della taranta), ha vissuto per quindici mesi tra le macerie e le tendopoli, diventando aquilano d’adozione e filmando, con passione e pazienza, le stagioni emotive di una popolazione rimasta orfana all’improvviso della propria terra. Il dolore e la rabbia crescente, sfociati in una rivolta a malapena sbarcata sui telegiornali. Non un’indagine strumentale alla denuncia (come quella della collega Guzzanti), quindi, ma un titolo più umano ed empatico.
Allora perché solo venti sale? Una cifra irrisoria. Il film, autoprodotto da OfficinaVisioni, Big Sur e PMI e distribuito in digitale con l’aiuto di ZaLab, è già stato visto al Festival dei Popoli, a SulmonaCinema, al Bif&st e al Premio Libero Bizzarri. I cinema, però, restano «off limits»: per volere delle case di distribuzione, assieme alla televisione, sono diventati il dominio della rassicurazione a tutti i costi. Poco importa, quindi, che L’Aquila sia teatro di una meschina battaglia mediatica ancora in fieri: basti pensare allo scandalo Forum. «Non ero mai stato a L’Aquila e alla notizia del terremoto ho pensato che forse non l’avrei più vista com’era prima. E così ho sentito di voler fare qualcosa: filmare quei territori, non in forma di reportage o denuncia, ma per accompagnare la trasformazione nelle vite delle persone», ha raccontato il regista a L’Espresso e a Il sole 24 ore. Pisanelli ha voluto intervallare alle testimonianze spontanee dei terremotati le esibizioni di Animammersa (associazione di artisti costituitasi per tessere una rete culturale sociale sul territorio colpito dal sisma): «Ho cercato di raccontare soprattutto il silenzio, le persone che andavano in giro come fantasmi in centri storici deserti, ma anche il coraggio e la capacità di ironizzare sulle proprie disgrazie. Il film non si preoccupa tanto di puntare il dito e di denunciare, quanto di coinvolgere lo spettatore e farlo stare accanto a chi ha vissuto il sisma in prima persona. Abbiamo lavorato sul tempo, seguendo il ritmo di eventi collettivi e personali».

Segue il calendario proiezioni in Italia:

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Emiliano, Valentina, Paolo, Elisabetta, Stefano e Alessio vivono nella tendopoli di Collemaggio dopo il disastroso terremoto aquilano del 6 aprile. Qualcuno è regista, qualcuno musicista, altri vorrebbero fare gli attori… così le loro storie reali, di persone che non vogliono smettere di sognare e desiderare, si mescolano ad altre immaginate che reinventano i rapporti e le relazioni, nonostante la vita in tenda abbia eliminato ogni genere di intimità, e nonostante i drammi delle persone che vivono al loro fianco li riportino costantemente a quella tragica notte del 6 aprile. Pure il mondo di fuori, i media innanzitutto, ha voyeuristicamente assegnato loro dei ruoli: a volte di vittime inconsolabili, a volte di semplici prigionieri. I 6 personaggi che loro vogliono interpretare sono però ben diversi, e non hanno bisogno di alcun! (altro) autore…

Questa la trama del film INTO THE BLUE  di Emiliano Dante, di cui segnaliamo la proiezione speciale di all’interno della serata in occasione del 2° anniversario dal terremoto de L’Aquila:

mercoledì 6 APRILE alle ore 21,00

Kino (Via Perugia 34, Pigneto – Roma)

(ingresso gratuito con tessera ARCI)

 

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L’Aquila. Una città a miseria d’uomo. La frase di lancio del nostro cortometraggio Miracolo Aquilano rappresenta la contraddizione tra la realtà di una comunità distrutta e l’immagine falsa di una città rinata e ricostruita,  illusione costruita da televisioni e giornali in quello che è diventato il più grande set cinematografico d’Italia.

Un'immagine dal cortometraggio "Miracolo Aquilano"

Dopo la gestione dell’emergenza in gran parte encomiabile da parte delle istituzioni, non è seguita alcuna ricostruzione. All’Aquila e dintorni le macerie sono per la maggior parte ancora lì dov’erano il 6 aprile 2009. I panni eternamente ad asciugare alle finestre. Le piante selvatiche crescono in mezzo alla strada. Tantissime persone ancora negli alberghi, nelle caserme, o sulla costa,  in comodato d’uso in palazzi popolari, lontani dai centri abitati. Nessun piano per ricostruire.

Abbiamo voluto raccontare di come L’Aquila sia divenuta a partire dalla consegna delle dignitose casette di Onna nel settembre 2009 – quando tutto sembrò risolto – una terra di nessuno, un susseguirsi di città fantasma (una ventina). Fantasma perchè ignorate e sostituite da un’immagine non veritiera.

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Da dove cominciare? Siamo gli autori e produttori del film Miracolo Aquilano, un cortometraggio da poco completato e in fase di distribuzione con la nostra Berta Film.

Non siamo aquilani, ma abbiamo cercato di raccontare attraverso la fiction il dramma del day after, quando tutti pensavano che a L’Aquila ogni cosa fosse tornata a posto.  Ci ha impressionato vedere due città, una in televisione e una del tutto diversa, laggiù in Abruzzo. Quella vera.

Come sempre, dopo il clamore dell’emergenza, una questione complessa come la ricostruzione non ha trovato spazio sui media. Proprio la fase più delicata, in cui l’opinione pubblica deve vigilare e assicurarsi che sciacalli e falsi messia come il protagonista del nostro film non si avventino sulla preda.

In questo blog cercheremo di seguire gli sviluppi della ricostruzione, di dare voce agli aquilani e a chi continua a raccontare le storie intorno a questa vicenda controversa e tragica. Racconteremo anche della nostra esperienza durante la lavorazione del film, e dell’accoglienza che questo riceverà nelle città d’Italia e nei festival dove verrà selezionato.

Inviateci i vostri racconti, le foto, la vostra esperienza legata a un evento che ci riguarda tutti e al miracolo aquilano che non c’è.

Le informazioni generali sul film sono disponibili su www.miracoloaquilano.it.

Stefano Mutolo e Marco Iannini

Berta Film

www.miracoloaquilano.it
In questo blog verranno raccolte notizie sulla ricostruzione e sul terremoto de L'Aquila. Inoltre verranno pubblicizzati film, libri e contributi realizzati per raccontare le mille facce di questa vicenda che ci riguarda tutti. Inviateci un vostro contributo a info@bertafilm.it
Immagini del film:
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Sinossi del film:
L'Aquila, Settembre 2009. Uno sciacallo travestito da prete benedice i moduli abitativi consegnati alla popolazione dopo il terremoto, per intascarsi i soldi delle donazioni e rubare i beni di valore rimasti nelle macerie della città fantasma.
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(la prenotazione non costituisce impegno) Invia una mail a info@miracoloaquilano.it Indicando NOME, COGNOME, INDIRIZZO E CAP.
Regia: Stefano Mutolo e Marco Iannini Produzione: Berta Film Durata: 14' Anno di produzione: 2011
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